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Soave DOC Vedi Scheda Il Soave Doc è uno dei vini bianchi italiani più rinomati e antichi. Apprezzato sin dai tempi dell’imperatore Teodorico, ha conservato, attraverso Dante e fino a Gabriele D’Annunzio, le grandi qualità che lo distinguono e che vengono ben descritte quando si serve insieme ai piatti tipici della regione. È prodotto anche nella versione Spumante. Come si consuma Il Soave Doc si abbina a preparazioni poco strutturate, del genere antipasti di mare, risotto ai frutti di mare, preparazioni con la presenza di uova, primi piatti con sugo bianco di pesce, pesci di mare bolliti e delicatamente conditi. Va servito in calici di media capacità a tulipano svasato, a una temperatura di 8-10 °C entro due anni dalla vendemmia. La versione Spumante si abbina a crostate di frutta e va degustato in flute a una temperatua di 6-8°C. Come si conserva Non ci sono particolari regole da seguire per conservare il Soave Doc; è sufficiente tenere il vino al buio, avendo cura che la temperatura sia costante fra 10 e 15°C e, per impedire che il tappo si asciughi, l’umidità deve aggirarsi intorno al 70-75%. Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale su scaffalature di legno. Come si produce Per produrre il Soave Doc le uve vengono raccolte perfettamente sane e prive di attacchi parassitari che potrebbero compromettere la qualità del vino. Le uve vengono pressate e successivamente solfitate. Contemporaneamente avviene la sfecciatura, con la quale si allontanano le particelle in sospensione. Segue la fermentazione del mosto pulito, che avviene a bassa temperatura. Al termine avviene la svinatura, fase durante la quale si allontanano le fecce di fermentazione. Il prodotto viene conservato a basse temperature e sottoposto a ulteriori travasi, solfitazioni e filtrazioni. A questo punto il vino è pronto per l’imbottigliamento. Il Soave Doc Spumante segue il metodo di produzione Classico o Champenois. Si parte da un vino base, ottenuto unendo diverse partite, che viene imbottigliato, addizionato di liqueur de tirage, cioè una miscela di lieviti e zuccheri, e infine tappato. I lieviti permettono di ottenere una fermentazione naturale; essi agiscono sugli zuccheri che vengono trasformati in anidride carbonica e alcol. Le bottiglie vengono conservate coricate per più di un anno a temperatura costante compresa fra 11 e 13°C. È in questo periodo che avviene la presa di spuma. Terminata la fermentazione, le bottiglie vengono sottoposte a remuage, cioè a una piccola rotazione e a una sempre maggiore inclinazione. Dopo 40 giorni le bottiglie assumono posizione verticale, con il tappo rivolto verso il basso. Vengono poi eliminati i depositi e nelle bottiglie si aggiunge altro vino mescolato a zucchero; infine le bottiglie vengono tappate definitivamente. La Scheda
| Tipologia | Il Soave Doc è un vino da pasto prodotto anche nella versione Spumante |
| Descrizione | Si ottiene con uve provenienti dal vitigno Garganega, ma possono concorrere anche uve provenienti dai vitigni Pinot bianco, Chardonnay e Trebbiano di Soave fino a un massimo del 30% |
| Caratteristiche | All’esame visivo il Soave Doc si presenta di colore giallo paglierino tendente a volte al verdognolo. L’odore è vinoso con caratteristico profumo intenso e delicato, il sapore asciutto, di medio corpo e armonico, leggermente amarognolo. La gradazione minima è di 10,5 gradi. La versione Spumante ha spuma fine e persistente, colore giallo paglierino tendente a volte al verdognolo brillante. L’odore è vinoso con caratteristico profumo intenso e delicato, il sapore è di medio corpo, armonico, leggermente amarognolo nei tipi Extra brut o Brut o Extra dry o Dry. La gradazione minima è di 11 gradi |
| Zona di produzione | Comprende in tutto o in parte il territorio dei comuni di Soave, Monteforte d’Alpone, San Martino Buon Albergo, Mezzane di Sotto, Roncà, Montecchia di Crosara, San Giovanni Ilarione, San Bonifacio, Cazzano di Tramigna, Colognola ai Colli, Illasi e Lavagno, tutti in provincia di Verona |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | La Doc Soave è stata riconosciuta con DPR del 21.08.1968, modificato dal Decreto del 22.07.1998, pubblicato sulla GU 187 del 12.08.1998 |
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