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Bianco di Custoza DOC Vedi Scheda Questa Doc prende il nome da Custoza, una frazione di Sommacampagna. L’agglomerato era un’antica stazione di guardia e di custodia, costruita nel XIII secolo, nel periodo delle guerre fra mantovani e veronesi. Le prime testimonianze di commerci vinicoli risalgono al periodo in cui si sviluppò l’insediamento urbano, ma reperti fossili indicano che la coltivazione della vite in questa zona era già praticata in epoca preistorica.
Il Bianco di Custoza è un vino da pasto prodotto anche nelle versioni Spumante e Passito. Come si consuma Il Bianco di Custoza Doc è ottimo con antipasti di pesce magro, pesci di lago fritti, pesci di mare cotti al vapore e conditi con olio d’oliva, risotti al nero di seppia, pesci bolliti delicatamente aromatizzati. Se ne consiglia la consumazione entro l’anno successivo alla vendemmia, in calici per vini bianchi giovani, a una temperatura di servizio di 10-12°C. Come si conserva Non ci sono particolari regole da seguire per conservare il Bianco di Custoza Doc; è sufficiente tenere il vino al buio, avendo cura che la temperatura sia costante fra 10 e 15°C e, per impedire che il tappo si asciughi, l’umidità deve aggirarsi intorno al 70-75%. Le bottiglie vanno conservate in posizione orizzontale su scaffalature di legno. Come si produce La vinificazione del Bianco di Custoza Doc prevede che le uve vengano raccolte perfettamente sane e prive di attacchi parassitari, dato che questi potrebbero compromettere la qualità del vino. Le uve vengono pressate e successivamente solfitate. Con la sfecciatura si allontanano le particelle in sospensione. Segue la fermentazione del mosto pulito, che avviene a bassa temperatura. Al termine, con la svinatura, si allontanano le fecce di fermentazione. Il prodotto viene poi conservato a basse temperature e sottoposto a ulteriori travasi, solfitazioni e filtrazioni. A questo punto il vino è pronto per l’imbottigliamento. La Scheda
| Tipologia | Il Bianco di Custoza Doc è un vino da pasto (anche nel tipo Superiore) o da fine pasto prodotto anche nella versione Spumante e Passito. |
| Descrizione | Si ottiene da uve provenienti da vitigni Trebbiano toscano, in percentuale dal 20 al 45%, Garganega, per il 20-40%, Tocai friulano, in percentuale dal 5 al 30%, Cortese, Malvasia toscana, Riesling italico, Pinot bianco e Chardonnay, da soli o congiuntamente per il 20-30% |
| Caratteristiche | All’esame visivo il Bianco di Custoza Doc si presenta di colore giallo paglierino. Al gusto è sapido, morbido, delicato di giusto corpo, leggermente amarognolo. L’odore è vinoso, molto profumato, leggermente aromatico. La gradazione alcolica minima è di 11 gradi |
| Zona di produzione | Comprende in tutto o in parte il territorio dei comuni di Sommacampagna, Villafranca di Verona, Valeggio sul Mincio, Peschiera del Garda, Lazise, Castelnuovo Veronese, Pastrengo, Bussolengo e Sona, in provincia di Verona |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | La Doc Bianco di Custoza è stata riconosciuta con DPR del 08.02.1971, pubblicato sulla GU 142 del 05.06.1971 |
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