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Martina Franca Doc Vedi Scheda Questa Doc prende il nome dall’omonimo comune sito in provincia di Taranto. Si narra che il centro sia stato fondato da Filippo I D’Angiò nel 1300, quando, per allontanare banditi e bestie feroci, decise di edificare una cittadella fortificata sul punto più alto di monte San Martino. Per popolare l’agglomerato con uomini forti e coraggiosi, decise di costituire una zona franca in cui gli abitanti avrebbero goduto di alcuni privilegi, fra cui l’esenzione dalle tasse. Il territorio, anticamente arido e pietroso, oggi ospita pregiati vitigni, fra cui il Verdeca e il Bianco d’Alessano, fondamentali per la produzione del Martina Franca Doc Secco o Spumante.
Come si consuma Il Martina Franca Doc si abbina a preparazioni poco strutturate: insalate delicate di pesce di mare, antipasti di crostacei e frutti di mare, zuppa di cozze con olio d’oliva e aglio, piccoli pesci fritti, risotti e paste al sugo bianco di pesce, pesce bollito o al cartoccio, seppie in umido con verdure, frittate e latticini freschi. La temperatura ottimale di servizio è di 10-12°C; va consumato preferibilmente durante l’anno successivo alla vendemmia in calici per vini bianchi giovani. Nella versione Spumante va servito a una temperatura di 8°C in calici flûte che consentono di cogliere la persistenza e l’evoluzione delle bollicine.
Come si conserva La conservazione del Martina Franca Doc non esige particolari attenzioni, pertanto è sufficiente tenere le bottiglie in posizione orizzontale, su scaffalature di legno, avendo cura che la temperatura non superi i 15°C e non vada al di sotto dei 10, e che l’umidità si aggiri sempre intorno al 70-75%. Come si produce Il metodo di produzione del Martina Franca Doc è un processo molto delicato, in quanto i vini bianchi sono facilmente soggetti ad alterazioni microbiche. L’uva viene pressata e poi passata alla fase di fermentazione, durante la quale le bucce non vengono tenute a contatto con il mosto. La temperatura di fermentazione non deve superare i 20°C e necessita di attrezzature idonee, fra cui anche recipienti termocondizionati. Al termine di questa fase si procede con la svinatura, costituita da più travasi e contemporanee leggere solfitazioni e filtrazioni per illimpidire il vino. A questo punto il prodotto è pronto per l’imbottigliamento. La vinificazione del Martina Franca Doc Spumante prevede invece la formazione di spuma più o meno persistente e fine nel prodotto vinoso. La Scheda
| Tipologia | Il Martina Franca Doc si ottiene da uve Verdesca per il 50-65%, Bianco d’Alessano per il 35-50%, Fiano, Bombino Bianco e Malvasia Toscana per un massimo del 5% |
| Descrizione | Il Martina Franca Doc si ottiene da uve Verdesca per il 50-65%, Bianco d’Alessano per il 35-50%, Fiano, Bombino Bianco e Malvasia Toscana per un massimo del 5% |
| Caratteristiche | All’esame visivo il Martina Franca Doc si presenta di colore giallo paglierino con riflessi verdolini. Ha odore abbastanza intenso e altrettanto persistente, fruttato, floreale con sentori di mandorla amara, mela e fiori bianchi. Il sapore è secco, poco caldo e altrettanto morbido, abbastanza fresco e sapido, debole di corpo e abbastanza equilibrato. La gradazione minima è di 11°C |
| Zona di produzione | Comprende i comuni di Martina Franca e Cristiano, in provincia di Taranto, Alberobello in provincia di Bari e parte di Ceglie Messapica e Ostuni in provincia di Brindisi |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | La Doc Martina Franca è stata riconosciuta con DPR del 10.06.1969, modificato dal DPR 09.02.1990 pubblicato sulla GURI del 17.07.1990 |
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