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Copertino Doc Vedi Scheda È nel sud della Puglia, e in particolare in alcuni comuni nella provincia di Lecce, che si coltivano i vitigni da cui si ricava il Copertino, e, in particolare, il Negramaro, che risulta essere la vite migliore per la produzione dei rosati salentini. La Doc, che presenta due tipologie, Rosso e Rosato, prende il nome dall’omonimo comune che è anche cuore della zona di produzione. Centro di importanza storica, Copertino fu fondata in seguito a una devastante incursione saracena, nel 924. A forte vocazione vinicola, la zona offre un’ampia scelta di vini, fra cui il Copertino Rosso tipo Riserva che è considerato uno dei più pregiati del Salento. Come si consuma Il Copertino Doc Rosato si accompagna a preparazioni abbastanza strutturate e in particolare a piatti a base di uova, formaggio caciocavallo cotto sulla brace, paste al ragù delicato di carni e verdure, pesci al forno conditi con olio d’oliva e aromi. Va servito in calici per vini rosati morbidi alla temperatura di 12–14°C e va consumato entro due anni dalla vendemmia. Il Copertino Doc Rosso invece si abbina a salumi piccanti stagionati, primi piatti con sughi robusti di carne e salsiccia, carni di maiale e agnello al forno e in umido, carni rosse alla griglia e formaggi ovini stagionati e va servito in calici allungati a 16-18°C.
Come si conserva Tenere le bottiglie coricate in scaffalature di legno, a una temperatura costante compresa fra 10 e 15°C e a un’umidità del 70–75% affinché il tappo non si asciughi. Sono queste le regole per una corretta conservazione del Copertino Doc.
Come si produce Il metodo di produzione del Copertino Doc Rosso prevede l’impiego di bucce e vinaccioli, che rimangono a contatto con il mosto durante la fermentazione. L’uva viene pigiata, solfitata con aggiunta di anidride solforosa e messa a fermentare negli speciali recipienti vinari chiamati fermentini. La durata della macerazione può variare da due a quindici giorni, a seconda delle quantità di materia colorante e dai tannini che si vogliono estrarre. Dopo la separazione della vinaccia dal mosto-vino, quest’ultimo viene sottoposto a travasi, all’affinamento e infine passa all’imbottigliamento. Il Copertino Doc Rosato, invece, viene prodotto con la fermentazione in bianco delle uve rosse, cioè senza la macerazione delle vinacce, ma con il semplice contatto del mosto solfitato e travasato con le vinacce. La linea di lavorazione prevede attrezzature all’avanguardia che provvedono alla rottura dell’acino e non dei raspi, per evitare che il mosto si arricchisca di elevati quantitativi di sostanze coloranti e tanniche. La Scheda
| Tipologia | Il Copertino Doc è un vino da pasto prodotto nelle versioni: Rosso e Rosato |
| Descrizione | Prodotto nel sud della Puglia, il Copertino Doc si ottiene da vitigni autoctoni. In particolare, per il 70%, si compone di Negroamaro, che conferisce il colore rosso rubino con riflessi violacei per i vini giovani e un rosso tendente all’aranciato per i vini invecchiati, mentre, per il restante 30%, di vitigni Malvasia nera di Brindisi e di Lecce, Montepulciano e Sangiovese |
| Caratteristiche | All’esame visivo il Copertino Doc Rosato si presenta di colore rosa cerasuolo con riflessi ramati. L’odore è intenso e abbastanza persistente, leggermente vinoso, fruttato con sentori di ciliegie e leggermente erbaceo. Di sapore secco, abbastanza caldo, quasi morbido, poco tannico, di corpo, abbastanza sapido ed equilibrato. Il Copertino Doc Rosso ha colore rosso rubino con lievi toni arancioni se invecchiato. Il profumo è vinoso e persistente, e il sapore asciutto, sapido, generoso, vellutato con retrogusto amarognolo e una gradazione alcolica minima di 12 gradi. |
| Zona di produzione | Comprende i comuni di Copertino, Carmiano, Arnesano, Monteroni e parte di quelli di Galatina e Lequile, tutti in provincia di Lecce |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | La Doc Copertino è stata riconosciuta con DPR 02/11/1976 pubblicato sulla GU del 29.11.1977 |
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