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Colli Orientali del Friuli DOC Vedi Scheda L’area dei Colli Orientali ha un’estensione limitata. I terreni da cui si ricavano le uve per produrre i vini Doc di questa zona sono costituiti da marne e arenarie che la lenta disgregazione dei millenni ha formato, in un paesaggio di morbidi declivi collinari. Il vino simbolo dei Colli Orientali è senza dubbio il Tocai Friulano. Ma se il Tocai è il vitigno più diffuso, il Picolit è senz'altro quello più tipico. Già nel Settecento vi si ricavava un vino di particolare pregio molto gradito agli esigenti palati di aristocratici e papi. Oggi se ne producono appena 500 ettolitri ogni anno. La sua uva infatti è difficile da ottenere: essendo particolarmente sensibile alle infezioni crittogamiche e ad altre malattie, ben pochi fiori riescono a trasformarsi in acini. Oltre al Tocai e al Picolit altre tipologie trovano in quest’area produzioni di altissimo prestigio: dal Refosco dal peduncolo rosso al Cabernet, dal Merlot al Sauvignon, dalla Ribolla gialla, allo Schioppettino, al Tazzelenghe. All’interno di due cosiddette ‘sottozone’ vengono prodotti altri vini di qualità superiore. Si tratta dei cru Cialla e Rosazzo, i cui nomi possono essere inseriti in etichetta se prodotti in tali aree. Come si consuma La tipologia Tocai friulano è ideale accanto ad antipasti a base di pesce, risotto ai gamberetti, brodetto e pesce alla griglia. Va degustato in calici svasati a una temperatura di 8-10°C. Il Refosco dal peduncolo rosso si abbina perfettamente ad arrosti di carni bianche, a stufati e spezzatini con verdure, pollo e coniglio alla cacciatora, formaggi vaccini duri e semiduri, anche ben stagionati. Va servito in calici ballon a 16-18 °C. Il Picolit è un vino da meditazione, ed è anche ottimo con torte e biscotti morbidi e con formaggi piccanti. Va servito in piccoli calici a una temperatura di 10-12 °C. Come si conserva La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni, e che vengano mantenute al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi. Come si produce La metodologia utilizzata per la produzione dei bianchi (vinificazione in bianco) mira all’immediata estrazione del succo dal frutto, in maniera che la fermentazione riguardi solo la parte liquida, ma ultimamente si stanno imponendo tecniche innovative di macerazione a freddo o pellicolare, allo scopo di far passare nel mosto le sostanze aromatiche primarie contenute nella buccia. Nella vinificazione in bianco sempre più frequentemente la pressatura è effettuata direttamente su uve intere, quando non precedentemente pigiate, per separare il mosto dalle parti solide, riducendo al minimo la lacerazione delle bucce. Alla pressatura seguono l’allontanamento delle particelle in sospensione o fecce, e la fermentazione del mosto pulito, a una temperatura massima 20°C. Si procede, quindi, ai travasi per il definitivo illimpidimento del vino, il quale è, a questo punto, pronto per l’imbottigliamento.
La metodologia produttiva dei rossi può essere definita come la vinificazione con la vinaccia (costituita dalle parti solide dell’uva, bucce e vinaccioli) a contatto con il mosto durante la fermentazione, per estrarre parte delle sostanze in essa contenuta. L’uva viene pigiata e, nella maggioranza dei casi, diraspata, quindi posta in speciali recipienti per la fase di fermentazione e macerazione, due fenomeni essenziali nel processo di vinificazione. Al termine della macerazione avviene la svinatura, che permette di sgrondare dalla parte liquida le vinacce, ottenendo così il vino fiore. A questo punto il vino viene sottoposto a travasi per eliminare le altre sostanze solide eventualmente precipitate, quindi viene indirizzato all’affinamento e all’invecchiamento, per un periodo anche molto prolungato, e infine stabilizzato e imbottigliato.
La metodologia produttiva della variante Picolit prevede una vinificazione delle uve appassite, in tutto o in parte o sulla pianta (vendemmia tardiva) o dopo la raccolta (anche all’aria o in locali idonei). Per la produzione di tutte le tipologie di vini passiti è, comunque, necessario diraspare le uve, perché i raspi si presentano secchi e quindi in grado di assorbire quantità sensibili di alcol e conferire cattivi sapori, quindi procedere a una pigiatura soffice. Alla fase dell’ammostatura segue la fermentazione, che si blocca naturalmente al raggiungimento di un’alta gradazione alcolica. Il vino così ottenuto viene quindi stabilizzato e successivamente imbottigliato. La Scheda
| Tipologia | La Doc Colli Orientali del Friuli comprende vini rossi e bianchi e rosati senza specificazione del vitigno o nelle seguenti tipologie: Cabernet franc, Merlot, Cabernet sauvignon, Pignolo, Refosco dal peduncolo rosso, Pinot nero, Schioppettino, Tazzelenghe, Sauvignon, Pinot grigio, Pinot bianco, Chardonnay, Malvasia, Picolit, Riesling, Verduzzo Friulano, Tocai friulano, Ribolla gialla, Traminer Aromatico. Fanno parte di questa denominazione anche altri vini che accompagnano alla specificazione del colore o del vitigno il riferimento a una delle due sottozone riconosciute all’interno della denominazione stessa: Cialla e Rosazzo. |
| Descrizione | La denominazione Colli Orientali del Friuli con l’indicazione di vitigno Chardonnay, Malvasia (da Malvasia istriana), Picolit, Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling (da Riesling renano), Sauvignon, Tocai friulano, Traminer aromatico, Verduzzo friulano, Cabernet (da Cabemet franc e/o Cabernet sauvignon), Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino, Tazzelenghe è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti costituiti dai corrispondenti vitigni per almeno l’85%.
Possono concorrere alla produzione di ognuno dei vini citati anche le uve dei vitigni a bacca di colore analogo della zona.
La denominazione Colli Orientali del Friuli con le specificazioni Bianco o Rosso è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti da vigneti composti da una o più varietà tra i vitigni suddetti con l’esclusione di quelli a bacca aromatica.
La denominazione Colli Orientali del Friuli seguita dalla specificazione Rosato è riservata al vino ottenuto dalle stesse uve del tipo rosso. |
| Caratteristiche | Il Colli orientali del Friuli Tocai friulano presenta colore giallo paglierino più o meno intenso; odore delicato, gradevole, caratteristico; sapore asciutto, armonico, amarognolo; la gradazione minima è di 11 gradi.
La tipologia Refosco dal peduncolo rosso ha colore rosso rubino intenso con sfumature violacee o granato se invecchiato. Il profumo è caratteristico, intenso e il sapore risulta asciutto, di corpo, amarognolo. La gradazione minima è di 11 gradi.
La tipologia Picolit presenta un colore giallo paglierino più o meno intenso, un odore delicato, fine, gradevole e un sapore amabile o dolce, caldo, armonico; la gradazione minima è di 14 gradi |
| Zona di produzione | I vini della Doc Colli Orientali del Friuli sono prodotti nell’omonima zona in provincia di Udine |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | Il riconoscimento della Doc Colli Orientali del Friuli è avvenuto con DPR del 20.07.70 sostituito dal DPR del 30.10.95 pubblicato sulla GU del 28.11.95 |
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