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Friuli Aquileia DOC Vedi Scheda L'opinione più diffusa tra gli studiosi è che la vite sia stata introdotta in Friuli dagli Eneti che si insediarono in questa regione tra il XIII e il XII secolo a.C., ma le maggiori testimonianze sulla viticoltura nella zona di Aquileia risalgono al periodo romano. Il greco Erodiano, narrando la storia dell'imperatore Massimino, descrive la campagna di Aquileia come una terra adorna di corone fronteggianti, riferendosi alle viti che, accoppiate equidistanti agli alberi, formavano il cosiddetto "quadro giulivo". Le cronache raccontano che nell'anno 237 d.C. gli abitanti di Aquileia distrussero il ponte sull'Isonzo, ma che il dittatore Massimino riuscì a passare ugualmente, legando tra loro i contenitori vuoti del buon vino del luogo, detti "arnasi", coprendoli di fascine e terriccio, così da varcare comodamente il fiume. Oggi a questa Doc appartengono numerosi vini bianchi, rosati e rossi elaborati anche nella tipologia Novello. Come si consuma Il Friuli Aquileia Bianco si accompagna bene a preparazioni a base di pesce, come il brodetto gradese (zuppa di pesci locali) e il risotto ai frutti di mare, e a secondi piatti a base di formaggi come il frico. Si consiglia di servirlo in calici svasati a una temperatura di 8-10°C. Il Friuli Annia Rosso è ideale assieme al prosciutto di Sauris, all’arrosto di manzo, alla brovada (rape bianche) e alla bisna (polenta, fagioli e crauti). Va servito in calici bordolesi a una temperatura di 16-18C°. La tipologia Rosato si trova tradizionalmente abbinata ai cialzons (ravioli con erbe aromatiche), al frico (formaggio fritto) e a carni trasformate come il prosciutto di Sauris e la peta della Val Cellina. Va servito in calici ampi e aperti a una temperatura di 12-14°C. Come si conserva La conservazione di questi vini prevede che le bottiglie vadano tenute, coricate, in scaffalature di legno, perché questo materiale attutisce i colpi e le vibrazioni e che vengano mantenute al buio, a temperatura costante fra 10 e 15°C e con un’umidità intorno al 70-75%, in modo che il tappo non si asciughi. Come si produce Il metodo di produzione dei vini della Doc Friuli Aquileia prevede per i rossi la pigiatura delle uve, poi messe a fermentare e a macerare assieme alla vinaccia. Con la successiva svinatura, si separa la vinaccia dal mosto, e dopo l’affinamento il vino viene stabilizzato e imbottigliato. I vini rossi possono essere elaborati anche nella tipologia Novello. Inoltre quelli ottenuti da uve che assicurino un titolo alcolometrico volumico minimo naturale del 12% possono essere presentati con la menzione «Riserva», qualora siano stati invecchiati per almeno due anni a decorrere dall’11 novembre dell’annata della vendemmia.
Il metodo di produzione dei bianchi prevede un processo di vinificazione piuttosto delicato, dato che il vino bianco è facilmente soggetto ad alterazioni microbiche e a fermentazioni anomale. La fermentazione avviene lontano dalle bucce, che potrebbero compromettere il colore del vino. La tipologia Chardonnay viene prodotta anche nel tipo frizzante con fermentazione naturale in recipiente chiuso e nel tipo Spumante, Brut o Secco. La vinificazione del Friuli Aquileia Rosato prevede, infine, la rottura dell’acino e non dei raspi, che arricchirebbero il mosto di quantitativi eccessivi di sostanze coloranti e tanniche. Il mosto ottenuto viene messo nei fermentini, dove subisce una breve macerazione e una modesta solfitazione. Al termine di queste operazioni, il vino viene separato dalle fecce con la svinatura e sottoposto a travasi; viene quindi stabilizzato e passato all’imbottigliamento. La Scheda
| Tipologia | La Doc Friuli Aquileia comprende numerosi vini bianchi, rosati e rossi (questi ultimi anche nella versione Novello e Riserva con un invecchiamento minimo di 2 anni) |
| Descrizione | La Doc Friuli Aquileia con la specificazione Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Muller Thürgau, Refosco dal peduncolo rosso, Riesling (da Riesling renano), Tocai friulano, Pinot bianco, Pinot grigio, Verduzzo friulano, Traminer aromatico, Sauvignon, Chardonnay o Malvasia (da Malvasia istriana) è riservata ai vini ottenuti dalle uve provenienti, per almeno il 90% dai corrispondenti vitigni. Possono concorrere, in misura non superiore al 10%, anche uve dei vitigni autorizzati della zona di corrispondente colore. La denominazione Friuli Aquileia «Rosato» è riservata al vino proveniente dalle uve Merlot sottoposte a una spremitura soffice, con breve periodo di macerazione a contatto con le vinacce.
La denominazione Friuli Aquileia senza altre specificazioni è riservata ai vini Bianco e Rosso ottenuti da uve di una o più varietà suddette, con esclusione di quelle a bacca aromatica |
| Caratteristiche | Il Bianco ha colore giallo paglierino più o meno intenso, odore gradevole, fine e sapore armonico e vellutato. La gradazione minima è di 10,5 gradi.
Il Rosso si presenta di colore rosso rubino tendente al granato se invecchiato. L’odore è vinoso, intenso e fine e il sapore è asciutto, morbido. La gradazione minima è di 10,5 gradi.
Il Rosato ha colore rosato tendente al cerasuolo tenue, odore vinoso, intenso e gradevole e sapore asciutto, armonico, pieno. La gradazione minima è di 10,5 gradi |
| Zona di produzione | La Doc Friuli Aquileia viene prodotta in tutto o in parte del territorio di diciassette comuni della provincia di Udine, tra cui Aquileia (da cui il nome) |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | Il riconoscimento della Doc è avvenuto con DPR del 21.07.1975 successivamente sostituito dal DM del 15.09.1994 pubblicato sulla GU del 29.09.1994. |
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