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DALLA MODA ALLA TAVOLA TRIONFA IL MADE IN ITALY Il nome della regione all’estero è spesso legato soprattutto alla moda. Merito di Milano, forse l’unica “metropoli” del Paese, che offre di sé un’immagine frenetica, operosa e moderna, apparentemente lontana anni luce da un mondo rurale che sembra difficile immaginare a pochi chilometri dalle luci delle sfilate dei grandi sarti. Ma il “made in Italy” dell’haute couture e quello della buona tavola qui vanno a braccetto. E infatti, se le altre province sono forse più evidentemente legate ai valori della ruralità, anche tra le guglie gotiche del Duomo si nasconde un’anima agricola. L’agricoltura svolge ancora un ruolo importante in Lombardia, dove è facile assaggiare ottimi vini, magari per accompagnare sapori forti: quelli dei suoi formaggi, dei suoi salumi, di una produzione enogastronomica, insomma, che affonda nei secoli le sue radici. E d’altra parte basta dare uno sguardo a uno dei romanzi più importanti della letteratura italiana, come “I Promessi Sposi”, per imbattersi frequentemente nel “mangiare” lombardo. Anche Ermanno Olmi ha raccontato, nel celebre film “L’albero degli zoccoli”, la vita delle comunità rurali nel Bergamasco dell’800. La cucina e le produzioni tipiche stanno finalmente trovando la strada del definitivo rilancio e rappresentano un importante elemento di ulteriore “appeal” per il turismo della regione, già di per sé ricco di attrattive. La Lombardia da mangiare, infatti, vanta cifre di tutto rispetto: sono 46 i “prodotti protetti”, dal vino all’olio, dai salumi ai prodotti dell’ortofrutta. È in cantina che, anche tradizionalmente, la Lombardia si sente più forte: i vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg) sono due, Franciacorta e Valtellina Superiore, mentre le Doc sono quattordici, e dodici, infine, le indicazioni geografiche tipiche. Al secondo posto, e spesso accanto ai vini in tavola, ecco i formaggi. Sono nove le Dop lombarde, e tra queste sono presenti i due formaggi a pasta dura per eccellenza – Parmigiano Reggiano e Grana Padano – e i più celebri a pasta molle: Gorgonzola, Quartirolo lombardo e Taleggio. Non è un caso che tra questi vi siano i più imitati dai “falsari alimentari”, in Italia e all’estero. Citazione d’obbligo per la Pera mantovana Igp (che, guarda caso, va anche lei perfettamente d’accordo con i formaggi) prima di passare al saporito capitolo dei salumi, dove la Lombardia vanta quattro Igp e due Dop. Tra le prime c’è la pregiata Bresaola della Valtellina insieme a tre produzioni “in condominio” con altre regioni (Cotechino, Zampone e Mortadella, originari di Modena e Bologna); le due Dop sono, invece, esclusivamente lombarde: Salame di Brianza e Salame di Varzi. A completare il ricco paniere lombardo di prodotti certificati, troviamo, infine, due oli extravergini di oliva Dop, Garda e Laghi Lombardi.
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