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UNA TERRA DI POETI, NAVIGATORI E BUONGUSTAI “I liguri sono di due categorie: quelli attaccati ai propri luoghi come patelle allo scoglio che non riusciresti mai a spostarli; e quelli che per casa hanno il mondo e dovunque siano si trovano come a casa loro. Ma anche i secondi, e io sono dei secondi… tornano regolarmente a casa, restano attaccati al loro paese non meno dei primi”. Lo scriveva nel 1962 uno dei maggiori scrittori italiani, sanremese di adozione, Italo Calvino, nelle sue memorie, rivaleggiando nell’omaggiare le sue origini con un altro scrittore ligure, premio Nobel per la letteratura nel 1975, Eugenio Montale. E, a proposito della riviera ligure, centro di culto della Belle Epoque, popolata com’era da vecchi inglesi, granduchi russi, gente eccentrica e cosmopolita, due giovani scrittori americani, Tennessee Williams e Francis Scott Fitzgerald, ne furono così folgorati da ambientarvi le più appassionate storie d’amore. Qualcun altro invece si ispirò al paesaggio dalla bellezza argentea per le foglie degli olivi, ed è così che è nato l’olio extravergine di oliva Dop “Riviera Ligure”. Al più famoso dei genovesi, Cristoforo Colombo, si deve l’importazione dalle Americhe di alcuni prodotti diventati fondamentali per la cucina italiana: pomodori, fagioli e patate, queste ultime alla base della polenta del Polesine e di quella della Valtellina. E chi fece l’unità d’Italia, Giuseppe Mazzini, altro grande ligure, brindò all’impresa con il vino delle Cinque Terre, uno dei 7 vini Doc regionali, a cui si aggiungono le 2 Igt (Colline Savonesi e Golfo dei Poeti).
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