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Marrone di Castel del Rio IGP Vedi Scheda Il Marrone di Castel del Rio è legato storicamente e culturalmente ai paesi in cui si produce e possiede anche una certa rilevanza economica per l’area, tanto che il 70% degli operatori deriva il proprio reddito dalla filiera della castagna.
L'importanza di questo prodotto è stata sottolineata dagli interventi finanziari ottenuti dall'Unione europea, che hanno permesso il recupero, il risanamento e la conservazione dei castagneti da frutto e la promozione e valorizzazione di questo frutto.
La fondamentale importanza della coltura del marrone viene richiamata da diversi cenni storici del Settecento e del primo Ottocento. Proprio nel corso del XIX secolo, peraltro, la costruzione di strade e l'avvento delle ferrovie favorirono una più ampia diffusione di questo prodotto in Italia e all'estero. Come si consuma Tutta la bontà dei marroni si assapora pienamente in autunno. I frutti, arrostiti o lessati, possono essere gustati accompagnati a buoni vini moscati o passiti. Un classico l’abbinamento col novello. Come si conserva Per conservare fino a primavera la squisitezza dei frutti e la naturalità del prodotto occorre lasciare i marroni immersi in acqua per circa 8 giorni, in modo da provocare una leggera fermentazione; quindi i frutti vengono fatti asciugare in locali ben aerati e raccolti in sacchetti di rete. Come si produce Nella fase produttiva è vietata ogni pratica di forzatura, ogni somministrazione di fertilizzanti di sintesi e il ricorso a fitofarmaci. Il prodotto viene raccolto a terra, al momento della naturale apertura dei ricci che lasciano cadere i marroni. Normalmente la raccolta è manuale o agevolata da attrezzi detti “soffioni” (comunemente usati per spazzare le foglie e le cartacce anche in città), che concentrano il prodotto in un unico punto.
Nei centri di raccolta, i frutti sono messi a fermentare in acqua a temperatura ambiente per circa 4-7 giorni, e poi asciugati al sole, su uno strato steso sull'asfalto, che assorbe i raggi solari e permette un'asciugatura veloce ed efficace; se piove, i marroni vengono posti in celle ventilate all'interno di appositi contenitori. Seguono le fasi di selezione, con la quale le castagne sono suddivise in genere in 4 categorie, a seconda del peso, e il confezionamento in sacchetti, che vengono conservati al fresco e all'asciutto. Come si riconosce A garanzia dell'autenticità del prodotto, ogni confezione di Marrone di Castel del Rio Igp deve recare il logo autorizzato dal consorzio recante il nome del prodotto, l'immagine di una castagna stilizzata e la dicitura Indicazione Geografica Protetta. La Scheda
| Tipologia | Frutto |
| Descrizione | Il Marrone di Castel del Rio è di pezzatura medio-grossa e ha una forma prevalentemente ellissoidale, con apice poco pronunciato. Ha una faccia laterale tendenzialmente piatta, l'altra marcatamente convessa. La buccia, sottile e di colore bruno rossiccio, con 25-30 striature rilevate e più scure, è facilmente staccabile dalla pellicina di colore camoscio. La polpa infine ha una superficie quasi priva di solcature ed è bianca e croccante |
| Caratteristiche | Il Marrone di Castel del Rio ha un gradevole sapore dolce |
| Zona di produzione | La zona di produzione si estende ad alcuni comuni della provincia di Bologna: l'intero territorio del comune di Castel del Rio e la parte montana dei comuni di Fontanelice, Casalfiumanese e Borgo Tossignano |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | Registrazione europea con regolamento CE n. 1263/96 GUCE L163/96 del 2 Luglio 1996 |
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