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DALLA TERRA DEI SAPORI A TAVOLA CON UN SORRISO Nell'Italia del dopoguerra il primo pensiero della gente comune era come mettere insieme il pranzo con la cena, ma l’abilità dei campani è sempre stata quella di cavarsela. “Il napoletano lo si capisce subito da come si comporta, da come riesce a vivere ‘senza una lira’”, diceva il grande Totò, attore comico napoletano. Ma è la pizza napoletana che ha reso alla Campania gli onori del mondo grazie ai suoi ingredienti di qualità: pomodoro San Marzano Dop, Mozzarella di bufala campana Dop, e i suoi oli extravergini di oliva Dop. Si racconta che fu un fornaio napoletano a inventarla, in onore della regina Margherita, consorte del re Umberto, in occasione della loro visita a Napoli. Si ispirò ai colori della bandiera italiana, e utilizzò il verde del basilico, il bianco della farina di grano e della mozzarella, il rosso del pomodoro San Marzano. La pizza, intesa come focaccia, si mangiava in realtà anche ai tempi dei Romani, ma certo l’aggiunta del pomodoro, che fu “scoperto” in Europa grazie alla conquista delle Americhe, fu una bella invenzione. Un’invenzione che sedusse per primi gli Stati Uniti, quando nel 1905, al 53 di Spring Street a New York, fu aperta la prima pizzeria napoletana; il resto del mondo venne poi. Bellezza, alta gastronomia e splendidi paesaggi sono del resto i generosi ingredienti del successo campano. Lo splendore di Capri - dove soggiornarono scrittori russi e inglesi, da Maksim Gor’kij a Graham Greene, e dove negli anni '70 si poteva incontrare, scalza e bellissima, Brigitte Bardot o, elegante e seducente, Sofia Loren, campana doc - si sposa meravigliosamente con i raffinati piatti della cucina partenopea. Questa regione non può non essere attraversata con il sorriso sulle labbra e il cuore limpido, perché da qualunque suo angolo la natura, come dal cappello di Sarchiapone (maschera della commedia napoletana), ha tirato fuori ogni “ben di dio”: 19 vini Doc, 1 Docg e 9 Igt, 3 specialità di oli extravergini di oliva per condire il vitellone bianco (Igp), e, in occasione del Natale, accanto alla tradizionale pastiera, un bel torrone farcito con le squisite nocciole di Giffoni. Un vero e proprio paradiso gastronomico condensato in 40 prodotti certificati. Quindi, a zonzo per la penisola sorrentina, intenti a cogliere i suoi luminosi limoni o a degustare la pasta di Gragnano, ricordatevi il detto dei nonni: “a tavola, non si invecchia mai”. E soprattutto, come diceva Totò: “L’appetito non viene mangiando, viene digiunando”.
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