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VALLE D’ AOSTA Frutto di un isolamento morfologico, la gastronomia valdostana è incentrata sull’alpeggio e sulla conservazione e lavorazione delle carni. Esigenza derivata dalla difficoltà degli spostamenti e quindi dalla necessità di conservare a lungo i prodotti. Alla base di molti piatti tipici regionali vi è la Fontina, formaggio Dop che ha permesso la creazione della fonduta e della polenta concia. L'altro formaggio Dop della regione è poi il Valle d'Aosta Fromadzo. Ma alle mucche pezzate valdostane non si deve solo il latte, che è la grande ricchezza di questo territorio e padre di pregiati formaggi, ma anche la “feta de tetoun”, salume fatto con la mammella dell’animale, che a Gignod, a fine agosto, dà origine a una celebre fiera. Se poi da Gignod si sale a Saint-Rhémy–en–Bosses da non perdere è la sagra del Jambon de Bosses, unico e straordinario prosciutto Dop regionale, in felice connubio con il lard d’Arnad, ricavato dalla spalla e dal dorso del suino, della cui bontà è responsabile la “segreta” miscela di conserva fatta di aromi ed erbe tra cui pepe, alloro, salvia, rosmarino, chiodi di garofano, cannella, ginepro, noce moscata e achillea millefoglie. Non si può non far cenno all'unico vino Doc della regione, l'Aosta, prodotto in ventitré tipologie diverse, tra cui l'ottimo “Enfer d’Arvier”. Un paniere di prodotti certificati che, dopo essere stati inspiegabilmente banditi dalla tavola italiana per secoli, altrettanto misteriosamente sono tornati alla ribalta per trasformare la gastronomia regionale da semplice comparsa a primadonna della cucina italiana.
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