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Fiore Sardo DOP Vedi Scheda Il Fiore Sardo è un formaggio con origini antichissime, addirittura precedenti la conquista romana. Alla fine del 1700, padre Francesco Gemelli parlava del “pecorino Fiore Sardo”, descrivendone la produzione e il commercio. Nell’800, infatti, il Fiore Sardo era l’unico formaggio a essere esportato oltre i confini della Sardegna, e veniva apprezzato in modo particolare dai mercanti napoletani, livornesi e genovesi; questi ultimi lo utilizzavano già per la preparazione della loro salsa tipica, il pesto. Probabilmente il nome deriva dal fatto che, fino a qualche tempo fa, durante la produzione venivano usate delle forme di legno su cui era impresso un fiore che lasciava sul formaggio un vero e proprio marchio. Come si consuma Il Fiore Sardo è un formaggio a lunga stagionatura e pertanto altamente digeribile e indicato nella dieta degli sportivi. Quando è molto giovane si può utilizzare come formaggio da tavola per spuntini veloci, oppure fritto, arrostito e fuso, abbinato a fave fresche o come ripieno per i ravioli. Se stagionato, lo si può adoperare grattugiato su qualsiasi tipo di pasta, minestre, polenta. Ma è ottimo anche con le patate arrosto, accompagnato da salumi, da pomodori freschi, da cipolle e da un buon vino rosso. Viene inoltre tradizionalmente indicato come il pecorino ideale per la preparazione del pesto alla genovese.
Come si conserva Il Fiore Sardo si conserva bene e per lungo tempo anche fuori dal frigorifero. Anche dopo la porzionatura, mantiene inalterati il sapore e la consistenza della pasta. Come si produce Il Fiore Sardo è un formaggio a base di latte di pecora crudo, prodotto da novembre a luglio di ogni anno. Il latte viene addizionato con caglio di agnello o capretto; la pasta così ottenuta è sottoposta a rottura spinta e a modellatura in appositi stampi. Dopo una breve sosta in salamoia, le forme vengono sottoposte a leggero affumicamento e quindi a stagionatura per un periodo che varia da 6 a12 mesi.
Come si riconosce Ogni forma di Fiore Sardo Dop è identificata in maniera univoca da un dischetto di caseina di colore verde in cui viene indicato il numero progressivo delle forme. Sulla faccia piana del formaggio viene, inoltre, apposta un etichetta divisa in 16 porzioni recante le scritte "Formaggio Fiore Sardo" e "Indicazione d'Origine Protetta ", il bollino comunitario distintivo per le Dop e il marchio del consorzio di tutela. La Scheda
| Tipologia | Formaggio a pasta dura ottenuto da latte di pecora crudo |
| Descrizione | La forma ha un peso che varia da 1,5 a 4 chilogrammi; nel prodotto più giovane la pasta si presenta compatta, friabile, morbida con rare occhiature e di colore bianchissimo; se più stagionato il Fiore Sardo perde in morbidezza ma senza mai diventare gessato e la struttura diventa più compatta e facilmente scagliabile |
| Caratteristiche | Il gusto del Fiore Sardo più giovane presenta sentori di frutta secca e fragranti aromi di piante officinali; mentre da stagionato tende al piccante con decisa saporosità, ma senza eccessiva sapidità |
| Zona di produzione | La zona di produzione comprende l’intero territorio della regione Sardegna |
| Presenza sul mercato | Tutto l’anno |
| Riferimenti normativi | Registrazione europea con regolamento CE n. 1107/96 pubblicata sulla GUCE L148 del 21 giugno 1996; riconoscimento nazionale con DPR 28 novembre 1974 pubblicato sulla GURI n. 72 del 14 marzo 1974 |
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